Il tutto nacque da un’osservazione in merito all’organico di una multinazionale tedesca, durate il mio ultimo anno di Laurea Magistrale in General Management presso la facoltà di Modena e Reggio Emilia. Il mio lavoro di tesi è stato duro e complesso, ma molto soddisfacente. La paura di parlare così apertamente di un argomento tanto delicato, quanto attuale, preoccupava più chi mi circondava che me.

PROBLEMATICHE

Esiste una palese asimmetria di status e potere tra uomini e donne e questa si denota in vari contesti ed ambiti: sociali, politici e lavorativi. Nel mondo del lavoro, le donne oggi – in base alla normativa vigente- dovrebbero godere delle stesse opportunità e degli stessi diritti degli uomini senza subire atti pregiudizievoli e discriminatori in ragione del loro sesso.

All’interno del mio elaborato viene sottolineato il contributo che l’uguaglianza di genere dà alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile. L’equità di genere nell’ambito economico e politico aiuterebbe soprattutto gli organi collegiali e rappresentativi, ad essere uno specchio migliore della società che essi stessi rappresentano. In qualsiasi settore, sia esso pubblico che privato, il merito e le capacità appartenenti a una donna devono essere accompagnate dalle occasioni di poter partecipare all’attività lavorativa, altrimenti risultano nulle. Le normative rappresentano per le donne l’unica speranza per garantire una giusta parità di genere nella rappresentanza delle donne nel mercato del lavoro. Inoltre, grazie a una maggior presenza del sesso sottorappresentato si riesce ad avere una visione più ampia per ciò che concerne le problematiche di carattere prettamente femminile come, ad esempio, la conciliazione vita-lavoro.

Parallelamente, ulteriore problematica che destabilizza la sociatà odierna a livello globale è il fenomeno della corruzione. La corruzione è un fenomeno che va contro ogni tipo di principio morale, negando alla popolazione la possibilità di rapportarsi ad un business etico, legale e democratico e sovrastando ogni tipo di diritto umano. Essa mina le buone pratiche di competizione e ostacola lo sviluppo economico. È per questa ragione, che la lotta alla corruzione viene presidiata oltre che a livello dei singoli paesi, a livello comunitario e in principio a livello mondiale, in quanto costituisce una delle principali sfide da superare.

LA RICERCA

Negli ultimi anni il tema della corruzione e quello della differenza di genere sono stati affrontati da molti autori che con i loro studi hanno permesso di individuare come l’aumento della presenza femminile nel mondo del lavoro apporti benefici in tutto il tessuto sociale ed economico. Una delle ipotesi di ricerca su cui si basa questo lavoro di tesi riguarda la verifica dell’esistenza di una relazione causale tra genere e corruzione. La ricerca vuole, così, costatare l’esistenza una relazione inversa tra la corruzione e la presenza delle donne nel mercato del lavoro; < specialmente in posizioni di potere, contribuisce a ridurre il livello di corruzione? >>. L’altra ipotesi dello studio si propone di verificare l’esistenza di differenze significative in termini di presenza delle donne nel mercato del lavoro e corruzione, in funzione del diverso orientamento religioso. Le religioni possono essere vettore importante di cambiamenti per ciò che concerne la condotta che un essere umano può adottare durante la sua quotidianità, e da essa possono dipendere anche le scelte economiche e sociali che un essere umano decide di intraprendere. In particolare, si fa riferimento alla percezione del ruolo che la donna assume nella famiglia e nella società civile e ai principi di lealtà e correttezza (sostenuti maggiormente da alcuni orientamenti religiosi rispetto ad altri) che possono, in qualche modo, influenzare il livello di corruzione registrato nel Paese di riferimento.

L’indagine ha dimostrato che:

– all’aumentare di un punto percentuale della differenza tra uomo e donna nel mercato del lavoro, si riduce il coefficiente di corruzione di 1,019 punti.

– all’aumentare di un punto percentuale di donne in posizioni manageriali o di potere, l’indice di corruzione aumenta di 0,342 punti.

L’indagine ha usufruito del Corruption Perception Index che assegna ad ogni Paese un valore numerico da 0 a 100; maggiore è il valore assegnato, minore sarà il grado di corruzione presente in quel dato Paese e viceversa.

Dalla ricerca è emersa una differenza significativa in termini di corruzioni tra paesi con prevalenze religiose differenti. Infatti, si evince una differenza significativa tra Paesi a prevalenza Cristiana e il Paese a prevalenza Musulmana. Nel caso specifico sono stati registrati valori di indice di corruzione medi superiori di circa 20 punti nei paesi a prevalenza cristiana nei confronti del paese musulmano e nessuna differenza significativa con i paesi a prevalenza atea. Affidarsi a un credo religioso dovrebbe portare l’essere umano a effettuare scelte ponderate e giuste nei riguardi di tutte le attività della vita, soprattutto in merito alla giustizia. La differenza principale è il ruolo che la donna assume in determinate società più conservatrici di altre. Dalla ricerca è anche emerso che la presenza di donne in posizioni di potere aumenta il prodotto interno lordo (PIL) del paese. Tale risultato è in linea con due importanti indagini prodotte rispettivamente dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OSCE) e dall’ Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE). Le indagini nascono dopo gli evidenti miglioramenti e le implementazioni delle normative per ciò che concerne la presenza delle donne nel mercato del lavoro negli ultimi decenni.

CONCLUSIONE

In conclusione, aumentare il numero di donne in posizioni manageriali, potrebbe ridurre – nel lungo periodo – il livello di corruzione e ciò gioverebbe alla società. Inoltre, rafforzare la presenza di donne nei luoghi di potere potrebbe stimolare una crescita economica nel tempo.

Se, tu che hai letto l’articolo, hai voglia di supportare la mia ricerca, puoi consultare la versione integrale del mio elaborato.

 

 

Autrice: Federica Baldessarro

 

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