Chiara burberi

ceo redooc

Laureata in Economia alla Bocconi di Milano, dove ha insegnato, Chiara Burberi ha poi trascorso 7 anni come consulente in Mckinsey ed è stata per 10 anni manager in Unicredit e partner in BPI. Ora è consigliere indipendente in alcuni consigli di amministrazione e fondatrice e Ceo di Redooc.com, una piattaforma che insegna la matematica ai ragazzi in modo innovativo. 

 In questa intervista si parla di:

  • essere manager vs essere imprenditrici
  • perchè fare impresa
  • consigli per diminuire la disparità di genere
  

Che lavoro avrebbe voluto fare terminati gli studi?

Il Liceo Classico è stata una scelta obbligata (sei brava, fai il Classico, si diceva così una volta), anche se felice (lo rifarei mille volte!). Tra lo scritto e l’orale di Maturità mio padre (medico per passione e vocazione) mi chiese di assisterlo durante un piccolo intervento ed io sono svenuta! Lui decise che non ero nata per la chirurgia e io pensavo che mi sarei rifugiata ad architettura (cosa c’è di più bello di sfidare la bellezza della natura?), ma di nuovo: sei brava, devi andare in Bocconi. Per qualche mese ho accarezzato l’idea di diventare il primo Governatore donna della Banca d’Italia, … poi un’intuizione (felice) mi ha fatto scegliere Economia Aziendale. 

Come sono andate le cose? Ci racconti in breve la sua carriera.

Di nuovo ero brava e sono finita a fare prima il docente (che bello insegnare, ma la vita universitaria mi stava davvero stretta) e poi il consulente (il lavoro più bello del mondo: ti pagano per risolvere problemi immaginando cose che non esistono, senza necessariamente doverle fare). 

Poi, spinta dal desiderio di far succedere le cose, sono diventata una manager, quindi una imprenditrice con redooc.com, con l’obiettivo di cambiare la scuola italiana e il futuro dei nostri figli e figlie. 

Il caso non esiste: semplicemente la mia vita è un lungo viaggio di apprendimento.  

Pensa che se non fosse diventata mamma la necessità di fare impresa sarebbe emersa ugualmente?

Certo! I figli hanno solo contribuito a far emergere più velocemente e chiaramente la necessità che avevo di evolvere come persona. Redooc.com è la sintesi delle mie passioni e valori: educazione, impegno, energia, cura delle persone (i clienti!), senso di responsabilità, voglia di cambiare le cose che non funzionano, …

Quali sono i pro e i contro di avere un’azienda avendo vissuto entrambe le realtà, come manager ed imprenditrice?

Da consulente pensi (e in effetti, se ripenso a certi progetti… e le tensioni con mio marito) di non avere tempo e spazio per la vita personale. Ma da imprenditore semplicemente la tua vita personale è la tua vita professionale e viceversa. Ti metti in gioco, totalmente. Non stacchi mai, e come potresti? Davvero dovrei? Solo chi lo prova lo può capire. 

Ha avuto dei mentori o comunque delle figure che hanno influito sulla sua carriera manageriale prima e sul fare impresa poi? Che rilevanza hanno avuto?

Tantissime persone, anche da lontano, senza saperlo. Chiedo poco (una delle tante cose che devo migliorare). Osservo molto (quello che mi interessa). Mio marito dice che il mio talento è imparare. Mia madre avrebbe detto che “rubo con gli occhi”. Molti si lamentano che non ascolto. In realtà interpreto. 

E’ fondamentale avere dei mentori, più mentori, meglio se molto diversi. E’ chiave per crescere, a qualunque età. 

Cosa si sente di poter fare come imprenditrice per diminuire la disparità di genere?

Innanzitutto l’esempio. E mantenere la percentuale femminile-maschile in ufficio sul 70-30. 

Che consigli darebbe alle aspiranti imprenditrici?

Se vuoi, puoi!  Non mollare, niente è impossibile!

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