alessandra nucci

ceo Enbelive

Dopo la laurea in Scienze Politiche indirizzo Economico presso l’Università Cattolica di Milano, Alessandra Nucci ha lavorato in importanti aziende italiane con la responsabilità nei settori Marketing e Sales.

Dal 2000 si occupa di start-up. È imprenditrice di Borgo Fontale, azienda agricola toscana ed è founder e Ceo di Enbelive, start-up sociale in ambito eHealth.

 In questa intervista si parla di:

  • fare impresa e gestione del tempo
  • alcuni consigli ed errori da evitare
  • impresa e maternità
 
Ci racconti brevemente la sua storia e quando è nata la decisione di fare impresa.

Dopo l’Università ho iniziato immediatamente a lavorare in una grande azienda italiana complice anche la vincita del concorso Task 24 del Sole 24 ore. Ho sempre lavorato nel marketing & sales nei settori TLC e Internet per diverse aziende fino all’arrivo della mia prima figlia nel 2004.

In quel momento ho deciso di non essere più dipendente per poter gestire con maggiore flessibilità il mio tempo.

Da qui è nata la voglia di creare un’attività imprenditoriale. Mi sono concentrata in un settore per me assolutamente nuovo quanto ricco di opportunità. L’agricoltura e Ospitalità.

È nata nel 2005 Borgo Fontale un’azienda incentrata sull’olio extra vergine d’oliva e sull’ospitalità rurale, oggi presente sui maggiori OTA di booking on line.

Nel 2015 sono ritornata ai settori di provenienza aprendo una start up a vocazione sociale, Enbelive, che ha quale focus la realizzazione di progetti di Digitital Transformation. 

Quali sono i primi passi che ha fatto dall’idea al lancio del prodotto? Dove ha trovato soci e fondi?

Nella prima esperienza imprenditoriale l’idea è nata in famiglia, i capitali sono stati rintracciati tutti a livello privato. L’idea era quella di creare un olio di qualità stando attenti a tutta la catena produttiva e creare un luogo di vero relax dove gli ospiti possano sentirsi accolti come a casa, mangiando cibi sani e rilassandosi in un contesto di natura incontaminata.

Enbelive invece si concentra su progetti che abbiano, quale finalità ultima, quella di migliorare, attraverso la tecnologia, la qualità della vita delle persone in particolare nell’ambito della salute e della sicurezza.

Il primo progetto lanciato da Enbelive è Child Explorer uno smartwatch per bambini che garantisce la localizzazione dei più piccoli da parte dei genitori. Il progetto ha come obiettivo quello di aumentare l’autonomia di movimento dei bambini e la serenità dei genitori. L’idea nasce dalla mia esperienza di mamma, con tre bambini piccoli mi è risultato evidente come le città non fossero a misura di bambino né delle mamme. Volevo creare un prodotto che permettesse ai bambini di essere più protagonisti della propria città o quartiere. L’autonomia di movimento, sapersi orientare, potersi recare a scuola da soli, sono aspetti importantissimi per la corretta crescita dei nostri figli e per la formazione della sicurezza in sé stessi.

I capitali sono stati raccolti attraverso attività di Crowd Funding e la vincita di bandi.

Enbelive oggi è impegnata in progetti di eHealth e lavora attraverso partnership con importanti società. 

Quali sono alcuni aspetti del fare impresa che ha sperimentato e di cui nessuno le aveva parlato?

Fare impresa è un tema complicato perché richiede la capacità di entrare con passione nei progetti, ma anche la necessaria freddezza per mantenere chiara la visione economica. Non basta la passione né è sufficiente una eccellente capacità manageriale e finanziaria, l’imprenditore deve avere un giusto mix di queste componenti. 

Ha avuto dei mentori o comunque delle figure che hanno avuto importanza per il successo della sua attività?

Ho avuto un esempio, quello di mio padre, da sempre imprenditore. Mi ha indirettamente influenzato nella visione che ho del lavoro quale parte importante della propria vita e fonte di soddisfazione.

Sicuramente il mio modo di lavorare è segnato dalla volontà di seguire il mio istinto anche esponendomi e prendendo qualche rischio. 

Com’è la sua giornata tipo come mamma ed imprenditrice?

Quando i bambini erano più piccoli, io ho 3 figli, il ruolo di mamma e imprenditrice era assolutamente sovrapposto, lavoravo e curavo i bambini spesso sovrapponendo le due cose. Ovviamente in quegli anni ho ridotto i ritmi lavorativi.

Oggi i miei figli sono più grandi per cui abbiamo acquisito più autonomia, sia loro che io.  

Oggi riesco a organizzarmi tra ufficio e riunioni e trovo il tempo per seguire i ragazzi, ovviamente le cose da fare sono sempre moltissime! Avere una buona organizzazione e saper dare delle priorità è fondamentale. Spesso è complicato incastrare tutti i pezzi. 

Che consigli darebbe alle aspiranti imprenditrici, preoccupate di non poter conciliare in futuro maternità ed impresa?

È possibile, il vantaggio principale è la possibilità di potersi gestire il tempo che è sicuramente un elemento molto importante, di contro c’è molta fatica, soprattutto mentale perché è difficile staccare dal lavoro, fare l’imprenditore ti tiene sempre legata alla tua attività proprio perché ti appartiene. 

Errori che non rifarebbe?

Bisogna prestare molta attenzione a scegliere con chi condividere il progetto, i soci diventano parte dell’azienda e bisogna essere certi che ci sia una visione comune e la stessa determinazione. 

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