silvana filipponi

head of brand and product marketing visa

Silvana Filipponi, dopo una laurea in Fisica presso l’Università di Bologna ed un dottorato in Fisica a Perugia ha lasciato il percorso accademico per iniziarne un altro in ambito marketing, che l’ha portata a lavorare in aziende come IBM, Vodafone, Unisys, American Express e Visa.

Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile Brand e Product Marketing Visa. 

 

 In questa intervista si parla di

  • quando è il momento di cambiare il proprio percorso professionale
  • perchè dovremmo pensare a migliorarci piuttosto di inseguire la perfezione
  • coerenza e coraggio, doti dei futuri leader

     

 
Ci racconta brevemente il suo percorso lavorativo, i successi ed i momenti più critici della sua carriera?

Ho perfezionato gli studi e fatto ricerca in campo scientifico, successivamente mi sono occupata di marketing presso importanti società della tecnologia, telefonia e pagamenti. Dai pagamenti contactless a quelli tramite cellulare o wearables, dalla gestione dei clienti tramite canali digitali e interattivi a strategie per una maggiore fidelizzazione, ho sempre lavorato per mettere le tecnologie al servizio delle persone e capire come queste potessero avere un impatto positivo nella vita di tutti i giorni.

Ho avuto la fortuna di occuparmi di tanti paesi diversi e lavorare in realtà differenti tra loro. È affascinante e stimolante vedere come alcune sfide sono comuni in qualsiasi regione, mentre altre cambiano a seconda del paese.

Considero un successo ogni volta che ho introdotto e comunicato nuove tecnologie nei mercati, ma mi sono sentita soddisfatta soprattutto quando sono riuscita a portarne l’adozione oltre gli utilizzatori iniziali e verso una penetrazione maggiore.

Inoltre è stato sempre molto appagante per me lavorare con i giovani, nei vari programmi di educazione finanziaria, di introduzione di nuove tecnologie, di imprenditoria giovanili o hackathon, per trasformare un’idea in una nuova soluzione al mercato.

La difficoltà maggiore è stata quella di trovare un equilibrio tra la sfera professionale e quelle personale. A volte mi sono sentita stanca in mezzo a troppi impegni famigliari o professionali, viaggi e poco tempo per me. Avere il coraggio di fermare a riposarmi è stata una conquista che è arrivata con il tempo.

Perché ha deciso di lasciare il mondo della ricerca per intraprendere un nuovo percorso in azienda?

La scelta è stata guidata da diversi fattori, sicuramente la ricerca di maggiore stabilità ed indipendenza economica, ma anche la necessità di una maggiore concretezza e vicinanza a sfide attuali. La fisica teorica, per quanto affascinante, ad un certo punto mi è sembrata molto lontana dal mondo in cui vivevo.

 

Ad un certo punto ed al ritorno da un’esperienza negli Stati Uniti, ho accolto la richiesta di iniziare un percorso su tematiche nascenti di digitalizzazione e innovazione tecnologica. L’amore per la complessità, la curiosità sono rimaste nel mio DNA e hanno sempre guidato il mio lavoro e chi sono oggi. Il contenuto del mio lavoro è certamente molto cambiato da allora. 

“Ho sempre ammirato il coraggio della diversità, la capacità di pensare in grande e di realizzare i propri sogni 

Silvana Filipponi

Ha avuto dei mentori o comunque delle figure che hanno influito sulla sua carriera professionale?

Ho sempre ammirato le persone che hanno il coraggio di intraprendere percorsi diversi dalle strade battute prima di loro, ma coerentemente con sé stessi. Fin da quando ero un giovane fisico, ho sempre ammirato Stephen Hawking certamente per i suoi meriti scientifici e l’incredibile coraggio nell’affrontare la malattia, ma anche per la sua capacità di condividere con un pubblico molto ampio contenuti che prima erano considerati per pochi esperti. Aveva questo sogno ed è riuscito a realizzarlo.

Ho incontrato tante persone, vicine o lontane, che mi hanno inspirato sotto questo punto di vista quando la vita mi ha in qualche modo forzato a rivedere la mia situazione da una prospettiva diversa.

Ho sempre ammirato il coraggio della diversità, la capacità di pensare in grande e di realizzare i propri sogni.

Si è mai sentita in dovere di dimostrare qualcosa di più rispetto ai colleghi?

È capitato ed ho lavorato duramente per dimostrarlo.

È capitato quando ero un giovane fisico ed ero tra le poche donne a presentare contenuti alle conferenze di fisica teorica, lavoravo duramente per non essere da meno e non sbagliare.

È sicuramente capitato dopo che sono diventata mamma. Ci sono state inevitabilmente situazioni in cui ho dovuto assentarmi dal lavoro per questioni famigliari o viceversa non ho potuto essere presente con la mia famiglia per motivi professionali. In entrambe le situazioni la tentazione è stata quella di dover recuperare nei confronti dei colleghi maschi, o della mia famiglia.

Oggi mi dico la perfezione non esiste e non è importante, l’importante è migliorare sempre.

Cosa possono e dovrebbero fare le dirigenti per poter diminuire la disparità di genere?

Uno dei compiti di un leader è quello di guidare sé stesso e gli altri a contribuire al meglio in qualunque circostanza professionale e personale, mentre a volte si creano barriere e chiusure mentali legate a sesso, nazionalità, momenti contingenti quali la maternità. Questo perché è difficile aprirsi davvero al nuovo.

Io cerco di favorire una cultura di apertura e inclusione sempre e viverla in prima persona, anche quando incontro altri leader che la pensano diversamente. Purtroppo a volte sono anche donne nei confronti di altre donne.

La coerenza ed il coraggio della propria voce è fondamentale a mio avviso per portare una nuova cultura tra i leader.

Alcuni consigli? 

Oggi più che mai non esistono percorsi semplici o delineati da altri per raggiungere i propri obiettivi. Proprio perché il mondo professionale è in continua evoluzione.

Credo sia fondamentale aprirsi a tante opportunità e collaborazioni, da ogni contatto può nascere un’esperienza che cambia la vita.  Mai focalizzarsi inoltre sui risultati raggiunti ma porre piuttosto l’attenzione su cosa e come migliorare la volta successiva.

Infine, è importante non avere paura dei cambiamenti- questi avvengono in ogni caso!- ma capire come trasformarli in opportunità.

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