maria luisa brandi

Professore Ordinario di endocrinologia

Maria Luisa Brandi si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze, dove si specializza in Endocrinologia. Consegue poi il dottorato in Biologia Molecolare all’Università degli Studi di Roma.

Attualmente è professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università degli Studi di Firenze.

È presidente di FIRMO, Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso, è responsabile del Centro Regionale di Riferimento su Tumori Endocrini Ereditari dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Carreggi di cui dirige anche l’Unità Operativa di Malattie del Metabolismo Minerale e Osseo.

 

Quando nasce l’interesse verso la medicina, in particolare verso l’Endocrinologia?

La scelta di fare il medico non fu fatta per vocazione, ma la vocazione per l’endocrinologia maturò già nel secondo anno di corso, quando studiavo la fisiologia umana.

Ci racconta brevemente la sua carriera? Quali sono state le decisioni più importanti che l’hanno portata dov’è ora?

Scegliere di fare l’Endocrinologo. Portare avanti contemporaneamente ricerca di base ed attività clinica. Avere un mentor statunitense.

Ha avuto dei mentori o comunque delle figure che hanno influito sulla sua storia professionale?

Uno è sufficiente ed è stato il Dr. Gerald D. Aurbach, un candidato al Premio Nobel, un maestro.

Poi Rita Levi Montalcini mi ha aiutata ad avere coraggio.

È sempre stata considerata alla pari dei colleghi o si è sentita in dovere di dimostrare qualcosa di più?

Sempre molto di più e comunque non era sufficiente.

Ricordo che un uomo “importante” ebbe il coraggio di chiedermi se avessi fatto carriera “perché ero donna” … Ci vuole tanto coraggio ad accettare. 

Quali sono secondo lei i fattori che limitano la presenza femminile nelle posizioni di rilievo? Ci sono degli atteggiamenti che le stesse donne possono cambiare per migliorare questa disparità o mancano semplicemente le opportunità?

Le donne non devono e non possono cambiare, è il mondo attorno a dover essere “educato”!

Che consigli darebbe alle giovani laureate per emergere e dimostrare le proprie capacità?

Di scegliere presto una strada e di perseguire i loro sogni senza perdere la luce che vogliamo raggiungere. Ci arriveranno, sarà solo questione di tempo.

 

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