paola marzario

founder Brandon group

Paola Marzario, una laurea in Giurisprudenza all’Università Commerciale Bocconi di Milano, ha fondato ItaliaCasting a soli 20 anni durante gli studi.

Dopo aver venduto la società alla Best Union spa ha poi fondato da sola Brandon, startup milionaria che accompagna e supporta le aziende italiane nel mercato e-commerce.

 

In questa intervista si parla di:

  • individuare gli spazi liberi di mercato e cogliere le opportunità
  • l’importanza di avere il team giusto
  • requisiti di un’azienda e-commerce

 

Ci racconta brevemente la sua storia? Come mai a 20 anni ha deciso di fare impresa?

L’idea è nata mentre studiavo giurisprudenza all’Università Bocconi. Nel tempo libero, come tante studentesse, facevo dei lavoretti per pagarmi gli studi. Un giorno, in seguito ad uno sciopero delle hostess sono stata chiamata a dare una mano a Fiera Milano per risolvere il problema: ho colto subito l’opportunità coinvolgendo le mie amiche e in poco tempo ho fondato ItaliaCasting, una società in grado di unire domanda e offerta per l’organizzazione di eventi e casting. Pochi anni dopo, nel 2008, quando ho ceduto la società, avevamo l’esclusiva nella gestione di tutte le hostess degli eventi a Fiera Milano.

Quali sono stati i primi passi che ha fatto dall’idea alla nascita di ItaliaCasting? Ci racconta i primi mesi di attività?

È stato un periodo impegnativo ma molto esaltante. La camera da letto era diventata casa, studio e ufficio. La mia versione del garage della Silicon Valley. Ho cercato di non perdere il passo con l’università coinvolgendo le amiche nei lavori alle fiere in cambio degli appunti delle lezioni. 

Però in quel periodo ho capito che nella vita volevo mettere in pratica le mie idee. E portarle avanti con tenacia individuando spazi liberi nel mercato. Così se la mia prima startup Italia Casting creava un collegamento tra le mie compagne in cerca di lavori temporanei e le manifestazioni in Fiera, anche quella successiva, Brandon, è nata dall’intuizione che non esisteva ancora un collegamento tra brand italiani e mercato sul web.

“Per fare impresa sicuramente non bisogna arrendersi ma crederci e perseverare anche quando tutto spingerebbe a darsi per vinti perché le difficoltà non mancano mai”

Paola Marzario

Come ha trovato i fondi e le persone giuste con cui collaborare?

Ho avviato la società solo con i miei risparmi, circa 20.000 euro. Poi ho conosciuto Simone Ranucci che ha creduto nel progetto e grazie a lui Gianluca Dettori. Nel tempo si sono aggiunti altri investitori con i quali ho ampliato il business e i contatti. Avere come soci imprenditori di successo della digital economy è stato uno stimolo fortissimo allo sviluppo e alla crescita di Brandon. Oltre ai soci partner ho anche avuto la fortuna di trovare il team giusto. È un aspetto che ritengo fondamentale per il successo di una startup. In Brandon siamo cresciuti insieme in questi anni e questo ci ha permesso di rimanere sempre uniti anche negli inevitabili alti e bassi che toccano un’impresa.

Quali sono state le cose che ha imparato durante la prima esperienza imprenditoriale che le sono tornate più utili quando ha fondato Brandon?

Dopo la vendita al Gruppo Best Union Spa, uno dei principali operatori italiani nella gestione di ticketing e controllo accessi, sono rimasta a lavorare all’interno per due anni. Ho mantenuto la gestione della società e contestualmente ho iniziato a lavorare anche per la capogruppo con il compito di sviluppare nuove opportunità di business. Sono stati gli anni in cui ho iniziato a sviluppare una propria rete di relazioni con i principali siti online e marketplace internazionali. Io lo facevo per Best Union ma mi sono resa conto che nessuno lo faceva per le pmi italiane. E così è nata l’idea di Brandon. Questa è stata sicuramente un’esperienza molto utile anche per lo sviluppo della mia successiva avventura.

Come imprenditrice ha incontrato difficoltà in alcune trattative, nella ricerca di capitali o nel dimostrare la validità delle sue idee solo perché donna o è sempre stata considerata alla pari?

La vera difficoltà che ho incontrato è stata non tanto perché donna quanto come giovane startupper che cercava di vincere la diffidenza delle aziende quando si tratta di affacciarsi a un mercato online. Ci sono cinque requisiti essenziali che un’azienda deve possedere per entrare nel mercato e-commerce: una particolare propensione allo sviluppo e al cambiamento, una capacità di produzione rapida e veloce o un magazzino in pronta consegna, una logistica che funzioni, la precisione nel rispetto delle tempistiche e ultima, ma fondamentale per affrontare tutto il percorso, bisogna credere nel mercato online. Questo muro culturale, questa avversione al digitale è stata – e continua a essere – l’ostacolo più difficile da superare. Ma ora credo che le cose stiano cambiando e sempre più imprenditori capiscono immediatamente le opportunità e ci danno fiducia.

Quali consigli darebbe alle giovani donne con l’idea di fare impresa?

Prima di tutto saper cogliere al volo le opportunità. Il postino non suona due volte e quando si presenta un’occasione dobbiamo essere pronte a buttarci. Per fare impresa sicuramente non bisogna arrendersi ma crederci e perseverare anche quando tutto spingerebbe a darsi per vinti perché le difficoltà non mancano mai. Ma dato che non si può fare sempre tutto sole, si deve sicuramente trovare il team giusto. Infine, studiare sempre: è importante creare un progetto valido, ma si deve conoscere bene il mercato, essere consapevoli di quali potrebbero essere i punti critici e, soprattutto, essere in grado di raddrizzare la barra di fronte alle difficoltà.

  

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